Sul seguente link, troverete le mappe e gli itinerari dei sentieri della Provincia di Alessandria, se siete interessati cliccate http://www.provincia.alessandria.gov.it/sentieri/

Segnaliamo alcuni percorsi CAI vicino a Bricco della Zerba

SENTIERO “ANELLO DEI PIANAZZI”

Percorso ad anello piuttosto lungo che attraversa ambienti diversi, dal castagneto ai crinali rocciosi, dai prati alla pineta; per un tratto occorre risalire il corso del Rio del Capraro su rocce che, in condizioni meteo avverse, possono divenire scivolose e pertanto il sentiero è adatto a escursionisti dotati di una certa esperienza.

Dopo aver superato Acqui Terme, si prosegue sulla SS 334 in direzione Sassello e subito si prende la SP 210 in direzione Ponzone; si continua su questa provinciale fino alla frazione Moretti, dove al km 23,500 si trova la fonte “Berbuia” e si può parcheggiare l’auto.

Dalla fonte Berbuia (mt. 698) si ripercorre la strada in direzione Moretti e, dopo aver superato una stradina a destra dove si dirama il sentiero 536, si percorrono ancora alcuni metri sulla provinciale per poi svoltare a destra in prossimità di un’area giochi, seguendo le indicazioni per la borgata Pessina.

Si segue la piccola strada asfaltata per circa 1,2 km., fino a girare a destra, imboccando una carrozzabile inghiaiata che scende con ampi tornanti in un bel bosco di castagno (Castanea sativa); giunti ad un crocevia all’interno del castagneto si lascia la stradina e si prende il sentiero che prosegue sulla destra.

In breve si arriva a costeggiare il Rio Siriti e giunti sul fondovalle si guada il piccolo ruscello, passando sulla sponda destra e si prosegue in un ambiente incantevole caratterizzato dal nocciolo (Corylus avellana) e dall’ontano nero (Alnus glutinosa), apprezzando il silenzio rotto soltanto dal rumore dell’acqua.

Poco dopo si lascia il rio, girando a destra e, nei pressi della cascina Sodoni (Sedovì) si attraversa un tratto più aperto, giungendo poi ad una piccola frana che si supera senza difficoltà; da qui si prosegue a mezza costa per un lungo tratto, camminando ora nel bosco ora in aree più aperte e, superati alcuni impluvi si raggiunge, salendo leggermente di quota, un bel punto panoramico dove è opportuna una sosta.

Raggiunto un costone roccioso che offre una splendida veduta sul paesaggio circostante, si risale svoltando decisamente a destra e si transita nei pressi del Bric Alto delle Scarne, ove, tenendo sempre la destra, si percorre il crinale salendo tra le rocce fino a sbucare sull’ampio pianoro erboso della località Pianazzi (mt.772), caratterizzato dalla presenza del ginepro (Juniperus communis) e dove è presente l’omonima cascina abbandonata.

A questo punto del percorso c’è la possibilità, imboccando la carrareccia che segue il crinale, di rientrare verso Moretti attraverso una scorciatoia che riporta in un’ora al punto di partenza, evitando il tratto di risalita del Rio del Capraro.

Svoltando invece a sinistra si prosegue sul sentiero arrivando in pochi passi al bordo di un dirupo dove si svolta a destra scendendo su un aspro costone, seguendo i segnavia e gli ometti di pietra che indicano il percorso tra le rocce.

Oltrepassati i ruderi di un antico essiccatoio si costeggia un piccolo rio che dopo alcune svolte si oltrepassa, proseguendo nel bosco di rovere (Quercus petraea) e arrivando ad incrociare il Rio del Capraro, che qui segna il confine con la Liguria.

Si risale il letto del ruscello per circa 500 metri, ora su una riva, ora sull’altra, passando sulle rocce levigate dallo scorrere dell’acqua che in certe condizioni possono risultare scivolose; occorre pertanto prestare molta attenzione per evitare cadute.

Giunti ad una confluenza si prende a destra e dopo pochi metri si prende il sentiero che risale sulla sinistra, lasciando il corso d’acqua; si continua a salire, prima su sentiero e poi su un’ampia carrareccia, fino ad un bivio dove si incrocia il sentiero 536, che per un breve tratto si sovrappone al 535, e dove si prosegue diritto.

Poco dopo la carrozzabile entra in un’ampia pineta dove il sentiero 536 gira a sinistra e dove si trova il Rifugio Forestale dei Pianazzi e una piccola area attrezzata con una fontanella.

Percorsi ancora pochi metri sull’ampia carrozzabile si giunge alla strada sterrata che proviene dai Pianazzi e che costituisce la scorciatoia che consente di rientrare a Moretti, girando a sinistra.

Per concludere il nostro itinerario occorre invece attraversare la carrozzabile e proseguire in lieve discesa, incrociando quasi subito il sentiero 536 che si sovrappone, questa volta fino all’arrivo, al 535.

Il sentiero si inoltra in un bel castagneto e prosegue poi in un bosco di faggio (Fagus sylvatica), nella vallata del rio Roccabianca; si scende verso il fondovalle e, dopo aver oltrepassato due piccoli rii, si risale giungendo al piccolo pianoro dove sorgono le case di Pian Siriti.

Con una comoda strada inghiaiata si risale fino all’asfalto e subito dopo si svolta a sinistra scendendo verso il sottostante tornante; ripresa la stradina asfaltata si risale fino a sbucare sulla provinciale e, girando a sinistra, si ritorna in pochi passi alla Fonte Berbuia, da dove era partito l’itinerario.

Difficoltà EE (Escursionisti Esperti)
Lunghezza 13,35 km
Tempo 6 Ore

Sentiero “Anello di Cimaferle” 

Dopo aver superato Acqui Terme, si prosegue sulla SS 334 in direzione Sassello e subito si prende la SP 210 in direzione Ponzone; si continua su questa provinciale fino alla frazione Cimaferle, dove al km 16,200 si trova un piazzale con le indicazioni per la Pro Loco dove si può parcheggiare l’auto.

Dal piazzale si ritorna indietro sulla provinciale verso Ponzone per circa 200 metri, prendendo poi la stradina che si diparte sulla destra e corre parallela alla strada asfaltata; dopo aver attraversato un tratto boscato si costeggiano alcune abitazioni, fino a sbucare su una piccola strada asfaltata dove si gira a destra.

Percorsi pochi metri sull’asfalto si prende la strada sterrata a destra che entra in un bel bosco di castagno (Castanea sativa), rovere (Quercus petraea) e nocciolo (Corylus avellana), sbucando poi su asfalto nei pressi di alcune case; ritornati verso Cimaferle si attraversa la strada provinciale nei pressi della chiesa, imboccando il viottolo che si inoltra nei campi.

Giunti al termine della carrareccia, da dove si gode di un bel panorama sulle alture circostanti, si svolta decisamente a sinistra, attraversando una zona prativa punteggiata da molti esemplari di ginepro (Juniperus communis); qui la traccia del sentiero è poco evidente, comunque i frequenti segnavia bianco rossi aiutano a trovare il percorso.

Si risale leggermente attraversando piccole radure alternate a boschetti di conifere e di querce giungendo poi su una carrozzabile inghiaiata che conduce alle Case Volte; qui si incontra un crocevia dove si svolta a destra su una comoda carrozzabile e al bivio seguente si tiene la strada a sinistra.

Al termine della strada si entra nel bosco, scendendo tra querce, pini e ginepri fino al fondovalle, dove si guada il Rio Bordanella, che si costeggia per un tratto per poi risalire nella pineta fino ad arrivare ad un bivio dove, svoltando a sinistra su una strada sterrata si arriva in pochi minuti al Rifugio Forestale Gorello, sapientemente ristrutturato dalla Regione Piemonte.

Si prosegue nel castagneto incontrando spazi aperti che offrono splendide vedute panoramiche e si incontra poi un tratto aspro e roccioso che porta poi a guadare nuovamente il Rio Bordanella; superato il corso d’acqua si risale nel bosco sulla carrareccia fino ad arrivare alle Case La Colla.

Si prende la carrozzabile che sale decisa, prima su ghiaia e poi su asfalto, finchè ad un tornante si lascia la strada e si prende il sentiero a destra che entra nel bosco; sbucati in un’ampia radura si svolta a sinistra salendo tra i prati fino alla soprastante carrozzabile dove si gira a destra.

Percorsi pochi metri si lascia la strada transitando nei pressi di un affioramento calanchivo e sbucando nuovamente sulla strada asfaltata dove si gira a destra; attraversata la frazione di Cimaferle si giunge infine al piazzale della Pro Loco da dove era partito l’itinerario.

Difficoltà E (Escursionistico)
Lunghezza 8,12 km
Tempo 3 Ore

SENTIERO “ANELLO DEI GORREI”

Dopo aver superato l’abitato di Acqui Terme, si prosegue sulla SS 334 in direzione Sassello e poi sulla SP 210 in direzione Ponzone; si continua su questa provinciale fino alla frazione di Piancastagna, dove al km 21,700 circa si trova il Sacrario della Resistenza e in corrispondenza del quale si può parcheggiare l’auto.

Piancastagna è tra i luoghi simbolo della Resistenza nell’Alessandrino: il Sacrario sorge intorno al sepolcro del comandante partigiano Domenico Lanza, fondatore del “gruppo celere autonomo Mingo” impegnato attivamente nella lotta per la Liberazione sui monti dell’ovadese e dell’acquese, fu una figura carismatica e cadde eroicamente in combattimento. All’interno dell’area monumentale, sono raccolte pregevoli formelle, opera di artisti locali, a ricordo dell’eroico capitano e dei combattenti della Resistenza di questi luoghi.

Il sentiero parte in corrispondenza della fontanella e delle bacheche informative, situate lungo la provinciale, prosegue su asfalto attraversando il centro abitato di Piancastagna, torna sulla provinciale e poco dopo svolta a destra su una stradina sterrata, che poi diventa sentiero.

In breve il sentiero si ricongiunge ad una ampia carrozzabile e svolta a destra lungo la Costa dei Viazzi procedendo in un piacevole ambiente aperto caratterizzato dalla presenza dell’ erica (Erica arborea), del ginepro (Juniperus communis), della roverella (Quercus pubescens) e da caratteristiche rocce rosse, che creano a tratti un paesaggio dall’aspetto “lunare”.

Giunti all’altezza di uno slargo panoramico, si svolta a destra e si abbandona l’ampia carrozzabile per immettersi sulla vecchia strada dei Viazzi, che scende di quota verso il fondovalle.

Il fondo è sconnesso ed eroso dall’acqua e richiede un po’ di attenzione; in corrispondenza di uno spiazzo il tracciato incrocia nuovamente la nuova carrozzabile larga e agevole e si inoltra in un bel bosco misto di castagno (Castanea sativa) e conifere.

In breve tempo si raggiunge il rifugio forestale dei Viazzi, sempre aperto e dove si può pernottare all’occorrenza, con annessa area attrezzata.

Il percorso continua in leggera discesa fino a giungere al guado sull’incantevole Rio Miseria, oltre il quale incomincia la risalita verso le case di Mongorello; la salita offre bellissimi scorci panoramici sulle alture e sulle vallate al confine con la Liguria.

Oltrepassata una piccola fonte all’interno della pineta si giunge ad un bivio, dove bisogna tenere la destra; girando invece a sinistra si raggiunge in pochi minuti il rifugio forestale Gorello, nei cui pressi transita il sentiero 534 (anello di Cimaferle).

Dopo la svolta a destra si prosegue in dolce salita tra alti esemplari di castagno e di rovere (Quercus petraea) fino a giungere alle case del Villaggio Mongorello e al ricongiungimento con la strada asfaltata.

Si percorre un breve tratto su asfalto e si svolta a destra su un sentiero erboso, che prosegue sul crinale panoramico che scende poi verso la frazione Abbassi; si procede a mezzacosta tra cespugli di ginepro ed erica arborea, tra le piante di rovere e di castagno e dopo aver superato un impluvio si giunge sull’asfalto e si passa tra le case della frazione Abbassi.

Raggiunta la SP 210, si incrocia il sentiero 531 (Acqui Terme – Tiglieto)che per un tratto si sovrappone al 533; si gira a destra sulla provinciale che si lascia dopo 50 metri, svoltando a sinistra e imboccando strada Valle Verde.

Al termine della strada asfaltata si gira a destra nei pressi di alcune abitazioni e ci si inoltra in un bel bosco di castagni, superando la deviazione che porta al Bric dei Gorrei e proseguendo su una comoda carrozzabile caratterizzata da numerose conifere prostrate e da belle vedute panoramiche.

Si prosegue sulla cresta superando due piccole aree di sosta e giungendo ad un bivio dove il sentiero 533 svolta a destra mentre il 531 prosegue diritto in direzione del paese di Tiglieto.

Il sentiero 533 svolta a destra scendendo su carrozzabile verso la Cascina Tiole, rifugio forestale della Regione Piemonte con annessa area attrezzata; il percorso prosegue poi in discesa, superando una seconda area attrezzata e poco dopo svolta a sinistra su un sentiero che in breve riporta al paese di Piancastagna.

Difficoltà E (Escursionistico)
Lunghezza 11,12 km
Tempo 3 Ore 30 Minuti

SENTIERO  “ANELLO DI BRIC BERTON”

Percorso ad anello che si snoda nei boschi intorno all’altura del Bric Berton, al confine fra Piemonte e Liguria.

Dopo aver superato l’abitato di Acqui Terme, si prosegue sulla SS 334 in direzione Sassello e subito si prende la SP 210 in direzione Ponzone; si continua su questa provinciale fino alla frazione Moretti, dove al km 23,500 si trova la fonte “Berbuia”, ove si può parcheggiare l’auto.
Dalla fonte Berbuia si ripercorre un breve tratto sulla provinciale in direzione Moretti e si svolta a destra scendendo verso la frazione Siriti; al termine della discesa, in corrispondenza del tornante, si lascia l’asfalto prendendo a destra e incominciando a salire lungo la vecchia strada sterrata dei Siriti tra piante di sorbo montano(Sorbus aria), rovere (Quercus petraea) e cespugli di ginepro (Juniperus communis).
Dopo aver superato l’incrocio con il sentiero 535, si continua a salire fino ad incrociare la strada provinciale; dopo averla attraversata il sentiero incomincia a scendere leggermente di quota su un bel versante boscato, dove predominano il pino silvestre (Pinus sylvestris) e arborea (Erica arborea).
Lasciato sulla sinistra un rifugio forestale, si giunge in un bel punto panoramico, da dove si può godere di una bella veduta sulla valle del Sassello, sulla catena appenninica al confine con la Liguria e, nelle giornate limpide anche su un’ampia porzione dell’arco alpino.
Da questo punto panoramico bisogna svoltare subito a sinistra tra i cespugli di erica e proseguire a mezzacosta sul versante boscato fino a risalire nuovamente verso la provinciale; si oltrepassa la strada asfaltata per proseguire su sterrato scendendo verso l’impluvio di un piccolo rio che si supera passando su un ponticello in legno.
Il sentiero si inoltra in un’area boscata con il sottobosco dominato dal mirtillo (Vaccinium myrtillus) ed in breve si giunge all’area attrezzata dei Pianazzi, dove è presente un altro rifugio forestale e dove esiste una variante che consente di rientrare alla frazione Moretti in 45 minuti.
All’area attrezzata si gira a destra, proseguendo sul sentiero 536 finchè si esce dal bosco e la vista si apre sulle vallate liguri e sui suoi versanti boscati, fino al Monte Beigua e al paese di Palo.
Si scende di quota fino a raggiungere un piccolo pianoro, dove bisogna svoltare a sinistra, proseguendo a mezzacosta; dopo aver superato un piccolo impluvio, si risale il versante per raggiungere la linea di crinale molto panoramica.
Si prosegue sullo spartiacque per alcune centinaia di metri e dopo aver superato la strada sterrata dei Pianazzi, il sentiero si inoltra in un bosco di castagno (Castanea sativa) e faggio (Fagus sylvatica) nella vallata del rio Roccabianca; si incomincia la discesa verso il fondovalle e dopo aver oltrepassato due piccoli rii si risale verso le case di Pian Siriti.
Con una comoda strada inghiaiata si risale fino all’asfalto e subito dopo si svolta a sinistra scendendo verso il sottostante tornante; da qui in avanti si percorre il primo tratto del sentiero già effettuato all’andata e si risale in breve verso la Fonte Berbuia, da dove era partito l’itinerario.

Difficoltà E (Escursionistico)
Lunghezza 8,03 km
Tempo 2 Ore 30 Minuti

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Informazioni su Il Bricco della Zerba

Casa vacanze per quattro persone, completamente arredata, nei pressi di Acqui Terme
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